giovedì, ottobre 01, 2009

"Eres como la flor de la rama más alta..."

Anni fa osservavo intimorita e un po' delusa un albero altissimo che mi sembrava tutto rinsecchito, disseccato fino al midollo, asfittico. Dalla mia posizione, che non permetteva di vederne la cima, riuscivo però a sentire un profumo vago che era come una promessa, «dev'esserci un fiore lassù, da qualche parte», mi dicevo e allora, nonostante tutto, non perdevo la speranza. Su quel tronco e su quei rami lentamente mi ci sono arrampicata, conquistando ogni volta un'altezza maggiore, ma il profumo stranamente non si faceva più acuto, eppure non svaniva mai e proprio per quella permanenza, benché tenue, mi era impossibile dubitare che tra i rami spogli e intricati ci fosse davvero qualcosa di bello, colorato, tenero e tuttavia tenace come sanno essere solo certi fiori che spuntano perfino tra la polvere ai bordi delle strade.
Poi, nel giorno meno atteso, (l'intensità dell'aroma non era affatto mutata), eccomi all'improvviso vicina alla cima e lì, all'estremità del ramo più alto, stava il fiore tanto sospirato, tanto fantasticato, il cui profumo finalmente e come per incanto esplodeva penetrando con veemenza nelle narici, ubriacandomi. Stava lì a portata di mano come un premio alla mia confidenza e determinazione, talmente perfetto che qualunque fatica o dolore patito per raggiungerlo era immediatamente riscattato dallo splendore della ricompensa: un fiore profumato che smorzava il suo odore per dissimularsi e difendersi dalle altre mani, un fiore che aveva atteso me con la stessa cieca fiducia con la quale io l'avevo atteso.

Un fiore che coltivo e mi coltiva.

Listening to:
Hummingbird - Wilco

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