martedì, giugno 12, 2007

Sopravvivere

Come quando si prova ad andare avanti fingendo che non sia importante quel piccolo foro, come di proiettile, che si è creato in centro all'anima. Eppure non si può celare il sottile rivolo di sangue che riga la superficie.
Come quando stringo i pugni per fermare il tremito incontrollabile delle mani, ma non riesco a bloccare i sussulti che scuotono tutto il resto.
Come quando dico le cose giuste alla persona sbagliata per non sentirmi soffocare dal loro peso, ma non serve a niente perché non era quello il loro destinatario.
Come quando scrivo queste righe per sfogarmi, ma ottengo solo di inasprire l'afflizione che a poco a poco sta ridimensionando i miei confini corporei e mi sta facendo diventare infinitamente piccola.
Come quando sento la necessità di urlare ma mi trattengo, perché se iniziassi a farlo non smetterei più e non posso permettermelo.
Come quando provo a distrarmi, ad uscire, a stare dietro a tutte le routine quotidiane, ma non esiste una città abbastanza grande o caotica che possa confondermi al punto da non pensare e non ci sono occupazioni tanto impegnative da essere totalizzanti.

Listening to:
The end has no end - The Strokes

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1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

...Ho sempre amato la letteratura. Il libri ed i capitoli dell'inconsapevole. Ho sempre amato prendere appunti e trasporre tra le penombre ed il silenzio di una solitudine mistificata,dei frammnenti biografici di questa mia avventura.
Ho sempre amato leggere quelli che sono invece gli appunti di anime leggiadre, di dolci fanciulle che contemplano l'incanto ed analizzano il cosmo ed il microcosmo, dinanzi ad un'ombra. E dinanzi al riflesso dello stesso oleogramma di chi vuol indicare una direzione, oppure semplicemte cercare di colmare il vuoto cercando...provando ad aggrapparsi a qualcosa...Ed il vero stupore sta nella consapevolezza, che i mondi di letterature, di scritture e comunque di trasposizioni, ci appartengono e costituiscono un inconscio collettivo che forse setaccia il bene ed il male. Facendoci cercare un po di gioia. Almeno quella...si spera...

Grazie Maria!!! Grazie di esistere!!!!


Un saluto di cuore! Danilo Saddi

13 giugno, 2007 17:14  

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