venerdì, gennaio 25, 2008

Tornare indietro, perché nulla cambi mai davvero in questa Repubblica da barzelletta

Mi dispiace. Per la prima volta cade un governo per il quale avevo votato e l'avevo fatto con grandissima speranza e convinzione. Ammetto di aver avuto più di qualche delusione da esso, ma l'alternativa è ben più tragica. E l'alternativa tornerà presto, bisogna solo capire quanto si dovrà aspettare. Questa volta sarà condita in salsa dianian-mastelliana, figliol prodighi che tornano finalmente a casa. Forse già dopo Pasqua torneremo nel nostro medioevo italico, dominato dalla filosofia del populismo berlusconiano e del suo "più panem (solo a parole) et circenses (nei fatti) per tutti". Con la gente che si farà abbindolare dalle autoreggenti della Brembilla e dalla promessa di sgravi fiscali che, se ci saranno si dovranno ascrivere all'ottima gestione dei conti pubblici promossa precedentemente da Padoa Schioppa, ma se saranno protratti nel tempo non faranno altro che, mentre lucidano l'immagine che il popolo ha del suo soft-dittatore, rimpolpare cospicuamente il debito pubblico. E questa volta l'Europa non ci perdonerà: saremo multati, richiamati e forse ci daranno definitivamente un calcio in culo. E ce lo meritiamo, perché siamo un Paese nel quale la gente, anziché disprezzare il fraudolento fruttivendolo sotto casa che il giorno prima vendeva le zucchine a 2000 lire e quello dopo a 2 euro, ripete la cantilena che le ha insegnato il suo "padrone": è colpa dell'euro. Come se una moneta avesse volontà propria e le banconote si fossero date appuntamento nottetempo per correggere al rialzo i prezzi con un pennarello...
Del resto, non c'è speranza che non vinca. Se si va al voto, oggi come oggi la maggioranza degli elettori è composta da cerebrolesi indotti, che passano la vita a guadare le reti mediaset e a rimbambirsi di conseguenza. In più, i diciotto-ventenni attuali sono stati praticamente allevati dal modello berlusconiano diffuso tramite le sue Tv, davanti alle quali genitori assenti, oberati di lavoro e distratti, li piazzavano per diverse ore al giorno, riuscendo in questo modo a risparmiare un po' sulla baby-sitter. Così questi giovani sono stati convinti ad abdicare alla propria intelligenza ed inseguire sogni di plastica, come diventare una velina o partecipare al Grande Fratello, squalificandosi di fatto, più o meno volontariamente, al rango di subumani. Tutti questi ragazzi non si rendono conto che Berlusconi li ha privati della cosa più preziosa: l'ambizione. Ma non l'ambizione rapace, quella alla Ricucci o alla Briatore, veri e propri santi nel pantheon del Cavaliere. Il modello berlusconiano ha castrato le coscienze, eliminando alla radice il pericolo che si verifichi un attrito tra le classi sociali. Nessuno oggi ritiene che sia ingiusto che un dirigente guadagni mille volte più di un operaio. Nessuno oggi scenderebbe in piazza, come hanno fatto i giovani francesi, per protestare fermamente contro la precarietà nel lavoro. Berlusconi ha assopito le menti e si è messo al riparo da ogni possibilità di conflitto sociale. La gente è stata addomesticata ad accettare tutto passivamente come se non fosse possibile porre rimedio ad alcunché. Il qualunquismo e l'antipolitica dilagano. E questo fa comodo a Berlusconi non solo come Presidente del Consiglio, ma soprattutto come imprenditore ed esponente della classe egemone. Perché così né lui né i suoi eredi dovranno mai temere di essere messi in discussione da un popolo scontento e determinato a mettere fine ad una inaccettabile sperequazione sociale.
Torneremo presto ad avere un'informazione imbrigliata e di parte, a vedere ai telegiornali una realtà fasulla confezionata apposta per rimbecillirci. Ad essere lo zimbello di tutte le nazioni democratiche ed anche di qualcuna che non lo è.
Questa dittatura serpeggiante è il peggio che possa riaccadere all'Italia. Al mio Paese, che amo anche se spesso non me ne dà motivo. Ed è triste constatare che adesso per insediare un "dittatore" non serva più la forza, ma basti andare alle urne. E questa volta sarà un vero plebiscito.

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6 Comments:

Blogger Fabrizio said...

Condivido pienamente tutto. E se dovessi fermarmi un attimo a riflettere, senza mettere il tag satira, non saprei davvero dire se alla fine la colpa sia esclusivamente dell'elettorato, incapace di contrastare con forza l'impeto mediatico del nano, oppure (più realisticamente) di coloro che, alla fine, capiscono di avere soltanto vantaggi dal partito azienda e si associano con esso.

25 gennaio, 2008 10:37  
Anonymous Anonimo said...

putroppo tutto quello che scrivi é semplicemente vero! in questo momento sono all'estero e torneró in italia dopo alcuni mesi giovedi prossimo....mi é passata la voglia! non voglio vivere in un paese di ciechi governato troppo spesso dai politici cialtroni che -putroppo- si meritano!

25 gennaio, 2008 11:49  
Blogger Maria (a.k.a. LaMusa) said...

L'argomento è troppo importante per escludere i commenti anonimi, come faccio solitamente.

25 gennaio, 2008 12:04  
Anonymous Anonimo said...

Cara Maria,
anch'io ho votato per questo governo, anche se Prodi non mi fa impazzire. Nel cuore sono profondamente di sinistra e al solo vedere personaggi come Berlusconi, Bondi, Calderoli e altri mi viene la nausea.
Quello che è successo era inevitabile: lo si sapeva dall'inizio che prima o poi sarebbe andata a finire così. come si fa a governare dovendo accontentare sempre tutti perchè se si perde un voto non si ha più la maggioranza? E' impossibile.
Quello che siamo ora noi non penso che sia dovuto solo al caro Berlusconi: un Paese non lo si rovina e non lo si rimette in sesto in 5 anni.
In 40 però, lo si può distruggere.
Ho lottato per migliorare la mia condizione ma prima di me vengono sempre i "raccomandati".
Funziona così questa Italia ormai.
Torneremo a votare? Probabilmente. Il mio voto andrà ancora speranzoso alla sinistra, anche se data per perdente.
Per quanto poco abbiano fatto tutti negli ultimi anni, almeno so che quel poco che viene fatto è meglio di quello che farebbe il Berlusca.
Ma purtroppo sono rassegnata...e in quanto rassegnata, temo che presto anch'io lascerò il Bel Paese, per cercare spiagge migliori e più giuste...

Un abbraccio da Milano!
Laura

25 gennaio, 2008 13:35  
Blogger Maria (a.k.a. LaMusa) said...

Quello che siamo ora non è dovuto solo a Berlusconi, ma lui ha le responsabilità maggiori. Con quasi trent'anni di TV spazzatura che vende modelli "di plastica", intrattenimento becero e volgare, finta satira e comicità da bettola di serie Z (Z come Zelig, non è un caso...), ha irrimediabilmente corrotto le menti degli italiani. Poi, certo, in Italia ci sono gravi problemi strutturali che hanno radici profonde, ma ciò che mi intristisce di più è che in un altro Paese la gente farebbe sentire la propria voce, scenderebbe in piazza, si indignerebbe. Anche in Italia si faceva questo una volta. Nel '68 e nel '77 i nostri genitori provarono a farsi sentire. Non importa che poi poco sia cambiato: almeno c'era una volontà di non accettare supinamente ogni cosa. Oggi, invece, le coscienze sono così assopite da lasciare che le peggiori schifezze vengano fatte senza che nessuno dica nulla. Stiamo diventando un popolo senza dignità e la colpa è di Berlusconi e del modello che ha portato avanti. Un popolo ignorante, distratto e disinteressato è quanto di meglio la classe egemone possa augurarsi. Noi italiani stiamo facendo di tutto per accontentarli!

25 gennaio, 2008 14:39  
Blogger pmor said...

sarà che si sfogliano profili "gemelli" con blogger, ma è ore che mi cavo gli occhi in blog che non avevo ancora visitato e che avevo voglia di scoprire, perché è questo il bello dei blog accendere la lanterna e guardarsi in giro, e finora sono incappato in post che la dicono lunga sullo sconforto x quanto accaduto al senato, per la paura x quanto accadrà nel prossimo futuro, x lo sconcerto in un Paese, l'Italia, che delude come una persona amata che all'improvviso non si riconosce più. E allora, in fondo in fondo, trovo un motivo per sorridere, per continuare a sperare. Magra consolazione? Può essere, ma ho la presunzione di credere che chi apre un blog non lo fa solo x mettere un diario vacuo sulla rete, ma per comunicare emozioni, punti di vista, opinioni, proprie verità...in una parola: per far girare liberamente le idee. Insomma, una bella utopia... in cui mi piace credere... Per il resto, concordo con te. ciao... ripasserò

26 gennaio, 2008 01:27  

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