martedì, febbraio 17, 2009

In ritardo

Ormai non sono nemmeno più sorpresa. Inizio davvero ad essere sopraffatta dalla singolare acasualità che sembra contraddistinguere ogni cosa io faccia o mi accada ultimamente, tanto che a volte avverto quasi un senso di disagio perché pare che non ci sia più nulla di insignificante nella mia vita. Sembra che ogni cosa ed ogni evento siano rivestiti di un'importanza fatale (nel senso etimologico del termine), come se una volontà esterna e superiore stesse costantemente adoperandosi per inviarmi dei messaggi, il che per certi versi mi imbarazza perché mi pare di essere sufficientemente indegna di tanta attenzione, e d'altra parte mi fa sentire sotto pressione perché, sebbene non nutra grande fiducia nelle mie capacità di decodifica, mi spiacerebbe deludere una tale mole di sforzi.
Al di là della sgradevole sensazione di essere una marionetta disarticolata in balìa di un destino al quale, peraltro, non ho mai creduto, mi resta la consapevolezza di aver appreso una lezione importante da tutta questa serie di eventi sincronistici. In verità, si tratta di una lezione tanto rilevante quanto banale, che la maggior parte degli esseri umani interiorizza nei primi anni di vita, ma che a me pareva sfuggire in continuazione nonostante svariate evidenze. Mi chiedo come mai non mi fosse balenato questo pensiero nemmeno quando scoprì che si può arrivare a 25 anni, avere un discreto titolo di studio e credere che Livorno si trovi in Liguria; o quando in un'aula universitaria sentì un manipolo di "specializzandi" di una facoltà umanistica annaspare di fronte al termine 'esoterico'. Più lapalissiano di così! Eppure, chissà perché, sono sempre stata tanto ottusa da non pensare che un titolo o un'etichetta in realtà celano molto di più di quanto non lascino trapelare. Mi ci sono voluti anni, una serie di coincidenze e "L'eleganza del riccio" per capire che la superficie è quanto di più opaco ci si possa immaginare e può nascondere qualsiasi tipo di verità, anche le meno "probabili".

Listening to:
Conceived - Beth Orton

Edit: Santi Numi! Mi era sfuggito un refuso imbarazzante. Chiedo umilmente perdono inginocchiandomi sui ceci e cospargendomi il capo di cenere. Dopo quanto ho scritto, tra l'altro, la cosa puzza un bel po' di nemesi...
Ri-edit: I refusi erano due. Se imparassi a rileggere prima di pubblicare i post, non sarebbe un male. Annichilita dalla vergogna, ringrazio per le solerti segnalazioni.

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