giovedì, febbraio 12, 2009

Benedetti dal dubbio

Se quando ci chiedono qualcosa si potesse rispondere con una sensazione invece che con le parole, comunicheremmo molto di più. Per ogni domanda elargiremmo un calore inatteso, una fitta allo stomaco, il fiato che si spezza, un brivido improvviso, una mano tremante, la nausea, una vertigine, un dolore tra le scapole, la pesantezza inspiegabile delle braccia, l'impressione repentina di essere completamente privi di scheletro o il cuore che sembra saltare un battito, e ci capiremmo perfettamente. Ognuno saprebbe esattamente cosa pensa l'altro, senza doversi lanciare in interpretazioni complicate o cercare di leggere tra le righe per riportare a galla ciò che il proprio interlocutore prova a reprimere o a sottintendere. Quanta fatica risparmieremmo, quante notti insonni sarebbero restituite al regno di Morfeo e da quante ferite ci terremmo al riparo!
Ma cosa potrebbe provocarci, allora, quel calore inatteso? Quella fitta allo stomaco o spezzarci il fiato? Cosa ci darebbe i brividi o farebbe tremare le nostre mani? Che ragione avremmo di essere nauseati? Da dove potrebbe originarsi il senso di vertigine? E perché mai dovremmo sentire un dolore in mezzo alle scapole, avere l'impressione che le nostre braccia siano pesanti, o pensare di non avere più l'impalcatura dello scheletro? E cosa farebbe sussultare il nostro cuore? Conoscere tutto, non avere il minimo dubbio, non poter fraintendere né essere fraintesi renderebbe la nostra vita noiosa come il corso di un fiume con argini così alti e solidi da non permettergli mai di esondare.


Listening to:
The rollercoaster ride - Belle & Sebastian

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