domenica, febbraio 22, 2009

La relatività in pillole

La rivoluzione scientifico-filosofica della prima metà del Novecento ha stabilito una vola per tutte che non esiste una realtà univoca, ma che vi sono tante realtà quanti sono gli osservatori. Eppure, ogni volta che ci si presenta qualche esempio lampante di tale concetto si resta sempre un po' sbigottiti.

Oggi ho potuto sbirciare due realtà non solo diverse, ma addirittura antitetiche: una specie di viaggio attraverso lo specchio. Il tutto nel giro di poco più di un'ora e credo di non essere stata l'unica. Ore 13.30, mi chiamano per il pranzo. Vado in cucina e intanto parte la sigla del TG1. Prima notizia: il Festival di Sanremo. Seconda notizia: Bonolis vero vincitore del Festival di Sanremo. Terza notizia: il grande successo della serata conclusiva del Festival di Sanremo. Quarta notizia: trionfo per Maria De Filippi, superospite (che brutta parola!) al Festival di Sanremo. Quinta notizia: quest'anno Sanremo ha contribuito enormemente alla diffusione della musica di qualità. Se non si avessero altre fonti di informazione, sembrerebbe davvero di poter dare ragione a Leibniz: viviamo nel migliore dei mondi possibili. Un mondo senza guerre, povertà, morte, disoccupazione, crisi economica, violenza, ecc. Un mondo, insomma, piuttosto noioso, in cui non c'è nessuna notizia da raccontare e la televisione, giocoforza, si limita ad essere autoreferenziale e compiacersi dei propri successi. In definitiva, un mondo versione TV Sorrisi e Canzoni: coriandoli, sorrisi smaglianti e facce da copertina patinata.
Peccato solo che basti prendere il telecomando e cambiare canale per confrontarsi con una versione ben diversa della realtà, nella quale il numero di luci, lustrini e
paillettes è drasticamente diminuito e le notizie sono di ben altro tenore. Ore 14.30, inizia il TG3 e già dai titoli sembra che si tratti di un telegiornale straniero: neanche il minimo accenno alla kermesse sanremese. Ma come? L'evento imprescindibile? Il clou dell'anno? In apertura, invece, c'è un servizio sul vertice europeo di Berlino contro la crisi, seguito da un altro sul congresso del PD, da un terzo su un incidente avvenuto in una miniera cinese, e così via. Fino ad arrivare all'ultima notizia ed ecco spuntare, finalmente, anche qua il famoso Festival della "canzone". Ti pareva che il TG3 potesse mancare così clamorosamente la notizia? Ma su, non scherziamo! Solo che c'è qualcosa di strano: il servizio inizia con l'esibizione del vincitore, ma senza audio. Possibile? Ci sarà di certo qualche problema tecnico. Poi, si sente la voce di Teresa Marchesi che dice (testuali parole): "questa è la canzone che ha vinto il Festival e secondo molti sarebbe meglio ascoltarla proprio così..." e, non contenta, rincara addirittura la dose, ricordando che tutto sommato poteva andare peggio e se non ci fosse stata la "creatura" di Maria De Filippi (casualmente madrina proprio della serata finale...), ci saremmo ritrovati con Povia trionfatore della gara con il suo pezzo su Luca, che poverino era gay ma per fortuna poi è "guarito".
Da questo punto di vista, beh, decisamente non sembra più il migliore dei mondi possibili.
Per amor di verità, va detto, però, che la seconda versione va presa con le pinze perché è noto che il TG3 nel mondo dell'informazione rappresenta una voce disfattista e che diffonde ingiustificati allarmismi. E poi, lo sanno tutti, è condotto da giornalisti
dark e gotici che inducono automaticamente i poveri telespettatori alla depressione...

Mi è venuta un'idea: si potrebbe chiedere a Paolo Bonolis di incaricarsi di salvare il TG3 così come ha fatto con Sanremo! Magari riuscirebbe a farsi prestare da Hugh Hefner qualche
playmate adeguatamente discinta anche per leggere il notiziario e lo share si impennerebbe e l'umore dei cittadini risulterebbe esponenzialmente migliorato.

Listening to:
Bessie Smith - Emily Jane White


P. S. Qualcuno là fuori, di grazia, è in grado di spiegarmi perché mi sia "impazzito" il widget di Anobii? Ho provato anche a "rigenerarlo", ma senza successo: continua a mostrare come "in lettura" un libro che ho già terminato...
P. P. S. Si offre impiego come correttore di bozze. Io ultimamente, oltre a fare un uso come sempre discutibile della punteggiatura, ho seri problemi di digitazione...

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2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Questo post è geniale!! come tanti altri. Usi l'ironia in maniera fantastica. Io cmq appoggio la tua idea delle playmate :) baci mimmo

24 febbraio, 2009 20:11  
Blogger Maria (a.k.a. LaMusa) said...

Mimmo caro, lo sai che i complimenti mi imbarazzano...

24 febbraio, 2009 20:18  

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