giovedì, giugno 21, 2007

Il primo giorno d'estate


Meno ventidue. Tra ventidue giorni esatti sarò già sul treno che mi riporterà a casa. E finalmente vedrò un po' di quella luce e di quell'azzurro che qui mi mancano tanto. Ritornerò alla MIA estate fatta di cicale che friniscono e di brezza dal mare. Riavrò le mie nuvole che si muovono veloci, sospinte dal vento. Ritroverò il profumo del sugo e delle melanzane fritte. Passeggerò di nuovo sul lungomare e ancora una volta ricorderò, ma questa volta non farà male. Mangerò la prima granita dell'anno. Fragola senza panna, come sempre. Rivedrò il mare e il riverbero luminoso della luna sulla sua superficie e il promontorio un po' ricurvo che sembra volerlo abbracciare, ma invano, perché il mare non si può circoscrivere.
Dormirò nel mio letto, sotto le stelline fosforescenti che ho attaccato al soffitto. Aspetterò lo scirocco; è assurdo, ma mi manca anche quello. Mi affaccerò al balcone e guarderò i gatti e i bambini che giocano in cortile. Mi sentirò finalmente a casa. Al mio posto.

Listening to:
Camera a Sud - Vinicio Capossela

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2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

sugo fresco, melanzane fritte e ricotta salata...mmmmm bone ;P
aura

22 giugno, 2007 16:18  
Blogger Maria (a.k.a. LaMusa) said...

La pasta alla norma mi manca così tanto che a volte la sogno!

22 giugno, 2007 16:41  

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