giovedì, settembre 13, 2007

Impulsi

Aspetto e non so neppure cosa. Vorrei sentire odore di romanzo o di catastrofe, l'importante sarebbe riuscire a porre fine ad una stasi che sa di non-vita. Aspetto che qualcosa passi da qui per smettere di fissare vecchie orme sull'asfalto, che non so più a chi appartengano. Forse l'attribuzione è stata eccessivamente frettolosa...
I pensieri confusi che faccio prima di addormentarmi sono spietati. La verità è davanti al mio naso, benché mi ostini a non vederla. Ho passato la mia vita ad illudermi e costruire totem ingannevoli, che quando perdono la maschera rivelano in un istante la loro natura fasulla. Ecco perché la disaffezione esplode così repentinamente e senza possibilità di appello. No, non sono incostante. Posso credere per decenni in qualcosa e battermi anima e corpo ignorando il resto del mondo, ma appena c'è un'incrinatura mi scatta un click nella testa, si accende una spia rossa: è il segnale che l'incantesimo è rotto. Tutta colpa dell'assurda fiducia e del cieco entusiasmo che metto sul tappeto subito, immaginando perfezioni che non esistono e non essendo poi capace di tollerare che la realtà sia ben differente dall'idea che avevo di essa, che il mio investimento sia sproporzionato se confrontato a quello delle controparti. Idealismo ed ingenuità combinati insieme sono una vera disgrazia.

Listening to:
Float on - Modest Mouse

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1 Comments:

Blogger stefano said...

ciao, Maria. Io lo so che alla fine ti ritroverai ai piedi le macerie di tutta questa non vita. Ti saranno quasi cadute addoso se non fosse per uno di quei saltelli che ti salvano la vita, ma tu l'avrai fatto invece. Giusto in tempo. NOn ti voglio consolare, non c'è niente di cui consolarti, è solo che ci credo davvero.Ora che ti ho conosciuto anzi ne sono proprio sicuro. Un bacio grandegrande...

13 settembre, 2007 23:59  

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