mercoledì, settembre 05, 2007

Il cielo caduto per voler essere luce

C'è vento e le porte sbattono. Una vita si agita quasi con stizza, pervade le cose e percorre le nostre strade. Anche se non esistessimo, se tutto il resto ci fosse esisterebbe comunque il rumore. Il movimento non è una prerogativa esclusiva degli esseri viventi e questo ha qualcosa di confortante, sottintende un'attività, un cambiamento incessante, e l'idea che il cosmo non sia in nostro scacco. Niente ci appartiene, molto ci sopravvive.
Il mare ci è testimone e compagno. Permane, osserva, scalpita e si gonfia di schiume di rabbia. Che grande dono il mare! Sentirne l'odore, percepire l'immensità di una distesa d'acqua di sfacciata bellezza. Una grazia autoritaria anima le onde che s'infrangono sulla battigia come se dovessero riaffermare una potestà, o un diritto di prelazione nei confronti di ciò che è circostante. Con l'aiuto del vento il mare sfida sfrontatamente la terra emersa, apporta caos, imprevedibilità e bellezza.

Listening to:
People as Places as People - Modest Mouse

P.S. Vediamo chi sarà il primo a capire la citazione...

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