lunedì, maggio 17, 2010

Génération perdue

Me lo ripeto, in questa notte in cui non riesco ad andare a dormire: non aver paura, abbi un po' di fiducia, almeno un po'. Me lo ripeto e vorrei che bastasse. Mi concentro e vorrei che il vago profumo che sento ancora sulla mia guancia non fosse solo una traccia evanescente. Vorrei che questo stupido paese non stesse tenendo in ostaggio il mio futuro e quello di molti come me solo perché le carriere si ereditano, solo perché senza gli "sponsor", i network e le imbeccate giuste non si può aspirare a nulla. E non è che abbia ambizioni, vorrei un lavoro subalterno, pagato quel poco che basta a condurre una vita quasi dignitosa, senza lussi di alcun genere, ma con un piatto pieno per ciascuno ad ogni pasto. Non voglio fare carriera né rubare il proscenio a quegli attori che forse sanno meno di me, ma sono predestinati per nascita a un avvenire luminoso. Non chiedo granché in fin dei conti, voglio solo avere l'occasione di mettere delle date al mio futuro, di sottrarlo a quella nebulosità che è sopportabile solo fino alla tarda adolescenza, perché non sono fuori tempo massimo, ma non sarò giovane ancora molto a lungo. Voglio la libertà di essere pienamente felice, che ogni giorno mi viene sottratta. Soprattutto non voglio diventare vecchia senza che mi abbiano mai dato la possibilità di diventare davvero adulta.

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4 Comments:

Blogger orlynet said...

Parole sante! Quoto tutto quello che hai scritto, tanti saluti da Carmelo

17 maggio, 2010 13:59  
Blogger Francesco said...

Scrivi così bene che viene quasi difficile contestare le tue parole anche quando non si è d’accordo. Figuriamoci poi quando ci si ritrova in esse riga per riga. Io un lavoro più o meno ce l’ho, ma vivo le stesse ansie perché mi sembra che non mi porti da nessuna parte. Mi dà da mangiare, ma è un peso più che un’opportunità e non mi fa sentire sicuro né sereno. E condizione necessaria (ma non sufficiente) nella mia vita è avere serenità dentro me e donarla a chi mi sta accanto.

17 maggio, 2010 19:34  
Anonymous Anonimo said...

Vi quoto tutti in pieno. io mi reputo una persona davvero fortunata avendo un lavoro che mi permette di poter programmare il mio futuro.

21 maggio, 2010 19:00  
Blogger Maria said...

Beato te, anonimo.

21 maggio, 2010 23:39  

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