domenica, marzo 25, 2007

"Come perle di collane di tristezza..."

Tempus fugit

Non raccolgo i petali disseminati sul cammino per paura di avvicinare la mano e scoprire che si tratta solo di ologrammi. Non so se convenga di più fugare il dubbio una volta per tutte o persistere nell'incoscienza; e nel frattempo molte cose transitano sul mio stesso sentiero e non si arrestano.
Mi sento minacciata da persone alle quali ho accordato molto di più del semplice saluto e - sia che sia un timore fondato, sia che si tratti di un'ingiustificata psicosi - questo è male, perché l'unica ad avere tutto da perdere sono sempre e soltanto io. Comunque vada, l'incanto è spezzato, l'innocenza è svanita e la confidenza, (che già non abbondava), adesso è totalmente estranea. Ed è tutto figlio di questa sfibrante attesa, di questa avvilente incertezza per la quale io non sono affatto tagliata. Vivere giorno per giorno, senza avere nemmeno qualche sia pur misera anticipazione del futuro non fa per me. Se almeno ricevessi degli input un po' meno contraddittori! Perché quando si tratta di inferenze il mio cervello parte al galoppo e troppo spesso fraintende, travisa e vorrei davvero che questo non fosse uno di quei casi. E vorrei che i minuti la smettessero di prendere la rincorsa...

Listening to:
Un altro giorno è andato - Francesco Guccini

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1 Comments:

Anonymous Danilo Saddi said...

...La tua riflessione apre i varchi ad innumerevoli ricerche semiotiche e comportamentali.Spesso in quegli istanti durante i quali il tempo martella le orbite della percezione ci confrontiamo con noi stessi. Coon la materializzazione di un alter ego che rendendosi egli stesso sfumato, riconduce le nostre considerazioni verso l'autoanalisi.
Ecco perchè la nostra stessa essenza ed esistenza sembra sorvolare i tracciati ideologici di voli da trapezio. Sapendo la verità, ci sentiamo un po come un acrobata. Dinanzi a noi il circo? Le risa? La folla? Oppure il precipizio del suddetto silenzio avvolto dall'oscuro divenire.
Chissà...Forse le innumerevoli risposte a domande mai poste da e ad altri interlocutori, saranno date lì. Lì, nello scandaglio fulmineo che illumina la conclusione di una piece. di questa nostra piece...


Grazie Maria. Giunge un saluto anche ai pellegrini del vortice esistenziale che spero passino da qui. Da questo luogo della coscienza che specchia il suo stesso riflesso.

Buona contemplazione della luna.

Danilo

26 marzo, 2007 17:32  

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