lunedì, febbraio 11, 2008

Giri di boa

L'idea che ho del mondo, l'idea che ho di me, ciò che mi dispiace e quello che mi ravviva. Tutto è fluido e mutevole, eracliteo, proteiforme, problematico e sfuggente. Fatico ad afferrare il senso e quando mi pare di riuscirci, si tratta solo di una ragione già stantia, già inutile. Come una fotografia. Eppure, il più delle volte, per essere partecipe del presente nell'istante in cui accade, basterebbe aver il coraggio di fare e farsi qualche domanda, invece che tacere o aspettare confidando nel futuro, che è spietato e non perdona la speranza sterile ed immobile di chi siede in un angolo attendendo che il meglio venga da sé. Ma il meglio è un premio ambito, la corsa è feroce e senza meriti raramente si riesce ad accostarvisi. E ai piedi del podio, con in mano la medaglia di legno, diventa del tutto inutile fare domande e, per una crudele nemesi, è proprio allora che le si ha tutte pronte e formulate, sulla punta della lingua.

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About Today - The National

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1 Comments:

Blogger pmor said...

forse è proprio per questo che a volte è bene lasciare che la gara corra avanti e noi ci si fermi a farsi quelle domande le cui risposte arriverebbero, altrimenti, solo ai piedi del podio. domande che magari non aiutano a vincere la gara di oggi e forse neppure quella di domani. ma con l'allenamento giusto, di cuore e testa assieme, dopodomani non avremo avversarsi...

12 febbraio, 2008 10:44  

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