domenica, agosto 31, 2008

Crisi d'identità

Credevamo di essere interi. L'io, anima e corpo, un tutt'uno indivisibile. Cartesio ci insegnò che ci sbagliavamo, che siamo due domini differenti ed autonomi. E poi ci dissero che siamo ancora più compositi: che il nostro corpo è un agglomerato di atomi, i quali a loro volta sono composti da altre particelle e che la nostra psiche è addirittura tripartita. Ma io, pur convinta della bontà di ciascuna di queste tesi e ben guardandomi dal confutarle, non riesco ad avvertire questa separazione, questo iato tra il mio pensiero e l'insieme di carne ed ossa che se ne va in giro a rappresentarmi.
Sento una naturale continuità tra la mia estensione spaziale e il mio rimuginare, trovo che siano necessari l'uno all'altro, che si influenzino. Per questo temo che il cambiamento dell'uno si manifesti anche nell'altro dominio e ritengo che il mio Io non sia solo il prodotto del precario equilibrio raggiunto tra le forze contrarie dell' Es e del Super-io.
Eppure, a volte, quando mi sorprendo a fare certi pensieri non posso che concludere che vi sia una separazione, o meglio una forza disgregatrice, una spinta centrifuga che polverizza tutto e rende tutto irriconoscibile e opinabile. Io non sono io. Sono agita e non agente di me stessa e mi viene perfino da chiedermi se in fin dei conti esista davvero una me stessa. Ed è sconsolante doversi rispondere che forse no, non esiste. Che la nostra identità è solo un'idea che in un mondo infinitamente incerto ci illude di avere un'unica rassicurante certezza. E proprio perché ho bisogno di questa certezza, per timore alla fine non varco la soglia e non porto il ragionamento alle sue estreme conseguenze, rubricandolo come un'elucubrazione inutile, uno stupido vaneggiamento, e mi rintano di nuovo nel cantuccio tiepido e morbido di questa improbabile convinzione.


Listening to:
Gli impermeabili - Paolo Conte

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3 Comments:

Blogger stefano said...

Ti posso dire ciao anche se non esisti? Mi dispiace che quest'estate non ci siamo visti. Il mio ritorno qui é appena iniziato e io sto trovando la salvezza in paio di libri; non credo sia un buonissimo segno... un baciotto.

01 settembre, 2008 10:30  
Blogger Maria (a.k.a. LaMusa) said...

Anche a me spiace di non esserci visti...
A proposito, ti devo ancora la recensione del libro (e tu mi devi l'autografo con dedica!). Giuro che non appena finirò con la tesi te la manderò.

01 settembre, 2008 13:47  
Blogger Marco Talotta said...

Ciao Maria! Volevo solo lasciarti un saluto, dopo millenni che non ci sentiamo. Dopo aver letto il tuo resoconto sulla trasferta americana, mi hai fatto venire voglia di tornare a New York per qualche giorno. Ci andrò questo natale....con i miei genitori che verranno da Milazzo.
P.S. Circa 2 mesi fa,mentre ero in Italia, credo di averti visto passeggiare in marina. Volevo salutarti e scambiare 2 parole, giusto per infrangere la barriera del web,ma poi ho scelto di non disturbarti.Forse la prossima estate...

05 settembre, 2008 13:53  

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