sabato, marzo 21, 2009

Proposito del fine settimana

La devo smettere di pensare e scrivere e parlare per metafore. Le metafore sono incredibilmente pericolose: sono solo l'illusione di esprimere il più possibile senza dire, in realtà, un bel niente. Quando finalmente mi divincolerò da questa stupida mania di arzigogolare sarà la cosa più saggia che abbia mai fatto. Già dieci anni fa mi fu detto chiaro e tondo quanto fosse irritante il mio modo di aggirare le questioni importanti seppellendole sotto arabeschi di fantasie e parole, ma pare che non sia riuscita ancora ad imparare e continuo ad accarezzare senza mai stringere, ad immaginare senza dire, a sognare senza vivere e a sorprendermi stupidamente che alla fine le cose vadano sempre a ramengo.

Listening to:
Natural disaster - Andrew Bird

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2 Comments:

Blogger Marco said...

Ogni volta che si scrive si deve affrontare la paura del fraintendimento, specie quando ci si trova davanti a confessioni sincere come le tue, belle dal punto di vista estetico, ma da trattare con enorme rispetto, visto che la parola scritta può restituirci soltanto la misera parvenza di quanto può costarti scriverle.


Per cui ti dico che a livello generale non credo che le metafore siano più pericolose di altre forme espressive. Come ogni tipo di linguaggio, si tratta di semplici strumenti, che usati nel giusto contesto e modo possono divenire efficacissimi.

Torniamo invece a noi, a questo post e ad altri, che non posso fare a meno di leggere, in quella sincera poesia che contengono.

Un sacco di volte in vita mia mi sono trovato bloccato, imprigionato, limitato da cose che gli altri ritenevano facili.
Anzi, più mi dicevano quanto fosse facile fare un passo avanti, più rimanevo piccolo e incapace.

Io penso che l'unico modo per uscire da una fase di stallo sia riconsiderare i propri pensieri. Nessuno potrà mai impedirti di pensare, di avere dubbi o paure, anzi... in momenti importanti della tua vita averne è indice di equilibrio e maturità, non certo di incoscienza.
Ciò che ci fa allontanare dagli altri è invece la sensazione che queste paure che ci attanagliano siano un problema solo nostro.


Io sono sicuro che dall'"altro lato" ci sono persone che magari nei tuoi confronti si stanno ponendo gli stessi dubbi. Magari a volte anche loro pensano di sbagliare, di non riuscire ad avvicinarti per la troppa fretta, e pensano di essere fraintesi.

Cerca, cercate di trovare l'uno nell'altro le somiglianze, anche quando si tratta di somiglianze negative, incertezze, titubanze, paure che vi uniscono.

Il dialogo non è una scienza esatta, si costruisce a poco a poco, e spesso anche colpo su colpo. Non esistono trincee, ci si affronta a viso aperto.
E quello che, nell'immaginazione, può sembrarti una guerra, man mano che inizi a camminare diventa prima, una partita da tennis allegra e leggera, in una giornata di sole, per poi mutare di nuovo i contorni, e trasformarsi in una semplice passeggiata, tranquilla e serena, con la persona che ti piace.

Basta fare come gli spazzini, quando devono affrontare il lavoro di una giornata, una strada che sembra lunghissima.
Prendono la scopa, e si concentrano sul singolo movimento, senza pensare a quello che verrà dopo.
Un passo alla volta.

Non posso immaginare quanto per te sia difficile, e non voglio, per rispetto, neppure provarci.
Ma mi piace immaginare che tu, come tutti, e forse più di tutti, perché hai una sensibilità non comune, puoi avvicinarti e intrecciare pian piano i legami di una nuova primavera.

Anche quando si tratta degli stessi pensieri che ti sembrano pesanti, e che non ti lasciano dormire. Scambiarli e intrecciarli con quelli di qualcuno, che magari in questo momento sta vivendo le stesse titubanze, o che potrebbe viverle.

22 marzo, 2009 09:53  
Blogger Maria said...

Non riesci nemmeno ad immaginare quanto siano preziosi per me i tuoi ultimi commenti. Ti ringrazio tanto.

22 marzo, 2009 13:07  

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