venerdì, agosto 17, 2007

Maria e la consapevolezza, ovvero quando i neuroni smettono di scioperare

"Se potessi incontrarti ancora
avrei poche cose da dirti
altre da darti
ma non so in quale posto venire a cercarti..."

Eccomi qua, piccola piccola, rannicchiata in un cantuccio di disillusione. L'equazione che sembrava irrisolvibile, il mistero che appariva insondabile: tutto ha trovato una collocazione ed una chiave di lettura, una soluzione. E non è che ci volesse poi molto, bastava che mi dessi la possibilità di ragionare per qualche istante. Se non fossi così rattristata mi verrebbe da sorridere di me stessa e di questa tenera ingenuità così bambinesca. Invece, vedo addensarsi nuvole nere all'orizzonte ed anche se la cosa più saggia da fare adesso sarebbe chiudere definitivamente questo capitolo ed affidarsi al futuro, voltare pagina sembra richiedere una forza titanica, come se il foglio fosse di piombo, e le mie mani tremano per il peso finché non desistono. In effetti, la virtù che più mi manca è la rassegnazione, ma quella non la vendono al mercato e conquistarla sembra essere al di sopra delle mie possibilità. Mi sento mutilata, privata di qualcosa che è necessario alla mia fisiologia e che, tuttavia, non mi è stato dato e non mi è dovuto; a partire da questi presupposti la rassegnazione sembra un'entità chimerica.

Listening to:
Se potessi incontrarti ancora - Riccardo Sinigallia

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1 Comments:

Blogger La Cavia said...

Ressegnazione... E perche'? sicura proprio che la rassegnazione sia una virtu'?

Ci sono, forse, momenti in cui la tecnica dello struzzo va bene, ma ficcare la testa sotto la terra e accettare le cose con rasegnazione quasi sempre equivale a non vivere... ciao

17 agosto, 2007 12:10  

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