sabato, ottobre 06, 2007

Michael Clayton


Ieri sera sono andata al cinema. Ho visto "Michael Clayton", esordio alla regia di Tony Gilroy (già sceneggiatore de "L'avvocato del diavolo"), presentato il mese scorso a Venezia.
Mentirei se dicessi che è un film senza difetti, ma l'ho apprezzato molto ugualmente. Non importa quanto in certi momenti la regia sia oleografica, né sono determinanti alcune sfilacciature qua e là nella sceneggiatura; "Micheal Clayton" è un bel film perché spinge tutti noi a riflettere su cosa sia l'etica professionale e fino a che punto questa possa essere sacrificata in nome del denaro, un problema che oggi è di grande attualità ma che è assai poco dibattuto. E il titolo, che potrebbe sembrare banale, è azzeccatissimo, perché il film è tutto nel suo protagonista, tra l'altro interpretato molto bene da un George Clooney sempre più attore e sempre meno Dottor Ross: sfatto e amaro quanto basta.
Lo consiglio a tutti coloro i quali si trovano per ragioni lavorative a dover fare cose che non li rendono affatto orgogliosi.

Listening to:
Santa María (del Buen Ayre) – Gotan Project

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