sabato, giugno 07, 2008

Dalle mie labbra

"Luce del mattino,
luce di un giorno strano,
pensavi d'esser perso
e cambiò il tuo destino..."


Ma quanto tempo è passato? Contando gli anni che ho è quasi metà della mia vita e a volte quando ci penso mi tremano le ginocchia. Era più o meno questo periodo ed io, che attraversavo il momento più cupo della mia esistenza, ero il peggiore stereotipo dell'adolescenza. Gli Afterhours anche allora, (proprio come in queste ultime settimane), monopolizzavano l'etere di una stagione estiva incipiente. "Non è per sempre" è stato il loro primo album che abbia ascoltato e in quel momento sembrava perfettamente appropriato. Mi sentivo tremendamente "avanti" perché nessuno di quelli che conoscevo sapeva chi fosse questa band milanese e appena possibile introducevo l'argomento per poter sciorinare la mia (scarsa) conoscenza. Con il passare dei giorni iniziava a farsi avanti una tiepida fiducia che veniva allevata da amici nuovi che trovavano interessante parlare con me ed io, che non avevo mai creduto potesse accadere che qualcuno avesse voglia di ascoltarmi, mi sentivo inebriata dalla gradita novità di questo stato di grazia.
Poi l'estate maturò un frutto strano che non fui in grado di comprendere né di gestire. Ho sbagliato tutto ciò che era umanamente possibile sbagliare, annebbiata da un'incredulità tenace e da una salda e paradossale timidezza socievole.

"...fare la cosa giusta,
essere razionali,
mentre ti gira la testa..."


Troppo difficile fare la cosa giusta quando non hai idea di quale sia e non vuoi consigli perché non sopporti che gli altri depredino qualcosa che è solo tuo. E nel frattempo sentire distintamente che puoi considerare la possibilità di smettere di accanirti contro te stessa con una violenza sfrenata perché quello strano frutto che non sai cogliere ed hai paura perfino di osservare, testimonia felicemente che non sei un pezzo malriuscito e da scartare. Che esisti ed occupi dello spazio e non è spazio sprecato e esistere non è una disgrazia. E con incommensurabile sorpresa scoprii che si può sperimentare la gioia di vivere anche quando hai ormai superato i dieci anni.

"...Non sarebbe bello
non farci più del male?
Non sarebbe eroico
non essere degli eroi?
Non sarebbe strano
essere più leggeri
e non aver paura
se capitasse a noi?..."

Sembrava che dopo tanto attendere quando pensavo ormai di andare via dal punto stabilito la vita avesse deciso di presentarsi all'appuntamento. Ma le sue domande vorticavano tanto velocemente che non riuscivo ad afferrarle e rispondere così su due piedi era al di sopra delle possibilità che mi dava una stima di me esigua e per di più neonata. Così, temendo che quello stato confusionale fosse dovuto esclusivamente al fatto di sentirmi estremamente lusingata, annegai quel curioso frutto in una pozza oscura di diniego e di sostenutezza ostentata per non fare vedere quanto fossi debole.

"Ho smesso di pensarti ormai,
ma faccio sogni strani..."

No, non ho smesso, non è vero. Ti penso e spesso, con affetto e malinconia e mi capita anche di sognarti. Sarà il mio inconscio che prova a far balenare dei messaggi alla mia coscienza, perché, a parte tutto, c'è una cosa che so da quando sono diventata una persona meno vacillante e incerta. E devi saperla anche tu. E devo dirti grazie di persona. Devi sentirlo da me, uscire dalla mia bocca o non avrò mai pace per non averlo fatto. Adesso non ha nessuna importanza e non fa affatto differenza fare la figura della rammollita o dimostrare rigore. Questa non è una gara a chi è più cinico e non lo è mai stata, nemmeno allora. E oggi non ho più paura di ammettere le cose, tutte.

"...Ora che son forte so
che sei più forte tu..."

Listening to:
Riprendere Berlino + Tutto domani - Afterhours

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3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

riflessioni xicolose...valina

09 giugno, 2008 19:46  
Anonymous Anonimo said...

Purtroppo a volte capita di non sapere osare. E questa paura ci può costare anche caro.
Bisogna lasciare spazio alle emozioni spesso ci aprono un mondo davvero fantastico!!
BAci Mimmo

10 giugno, 2008 20:22  
Anonymous Anonimo said...

tranquilla...dicevo solo che gli afterhours mi riportano a un sacco di cose belle e a quella persona splendida che me li ha fatti conoscere ma con cui adesso mi sembra di giocare al gatto e al topo :) aura

10 giugno, 2008 21:55  

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