Campanelli d'allarme
Io, per esempio, ultimamente devo essere gravemente turbata da qualcosa, altrimenti come spiegare il fatto che ieri abbia commesso non uno, ma ben due errori di ortografia? Proprio io, che non li facevo nemmeno alle elementari? Che amo le parole con un trasporto a volte un po’ esagerato e detesto la trascuratezza linguistica quasi più delle bestemmie? Dio sa se non preferirei sprofondare sotto terra piuttosto che dimenticarmi un apostrofo, e tuttavia è successo. E che ragione dare del fatto che lunedì mi sia completamente dimenticata della laurea di Corrado, quando di norma tengo a mente compleanni, onomastici e ogni altra ricorrenza - anche quelle più trascurabili - delle persone che mi stanno a cuore? Collegare tra loro i due eventi e tentare un’interpretazione è tutt’altro che facile, perciò sono ore che mi arrovello senza riuscire a cavare un ragno dal buco. Cosa avranno mai in comune l’ortografia e la laurea di un amico è un mistero che al momento mi appare insondabile. In realtà, ho formulato un paio di ipotesi (alcune non necessariamente di natura psichica), nessuna delle quali mi convince a sufficienza. Che siano i prodromi dell’Alzheimer, mi sento di escluderlo con ragionevole sicurezza: l’anamnesi familiare è negativa e, dato non trascurabile, ho solo venticinque anni. Ciò nonostante, qualcosa deve pur esserci: in fin dei conti, sebbene a prima vista possano sembrare incidenti di scarsa importanza, chi mi conosce bene sa che le probabilità che eventi del genere si verifichino tendono drasticamente allo zero e che, nel malaugurato caso in cui comunque occorrano, inezie di questo tipo bastano a rovinarmi completamente una giornata.
Ad ogni modo, pensando e ripensando si sono fatte quasi le 2.00 e ho l’impressione che a questo punto, vista anche l’improduttività delle ultime cinque ore spese a macerarmi, sia conveniente che vada a dormire, nella speranza, forse vana, di preservare quello sparuto gruppo di neuroni che paiono ancora assolvere decentemente le loro funzioni. Magari – chi lo sa? – è stato tutto frutto della suggestione derivante dall’aver ri-sfogliato di recente “Psicopatologia della vita quotidiana”. Del resto, io l’ho sempre detto che la psicoanalisi è solo quella disciplina che tenta di risolvere tutti quei problemi che prima di avvicinarti ad essa non avevi affatto.
Listening to:
Not a robot, but a ghost – Andrew Bird
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