giovedì, maggio 31, 2007

Dalla mia finestra

L'estate è discontinua: era iniziata presto, ma ultimamente si mostra a sprazzi. Oggi la città sembra impacchettata in un immenso cellophane grigio chiaro. Sembra lenta e intontita come qualcuno che ha dormito troppo. Le finestre che fino a pochi giorni fa erano state spalancate adesso sono nuovamente degli occhi vitrei e vuoti che interrompono la superficie regolare delle facciate. Il nespolo del mio dirimpettaio non ha più frutti, devono averli colti; ma così, senza quegli ornamenti giallo-arancio, sembra triste e spoglio. Accanto ad esso c'è una pianta di basilico che troneggia impudente, sfidando con una sovrabbondanza di foglie la modesta dimensione del suo vasetto, sicura del suo verde brillante.
Cerco un segno d'intesa nei fiori occhieggianti dei gerani cremisi del balcone al terzo piano del palazzo all'angolo; qualcosa che mi faccia intuire che tornerà il bel tempo.

Listening to:
Volcano - Damien Rice

Etichette:

mercoledì, maggio 30, 2007

Verrà il tempo...

Caspar David Friedrich

Aspetto di imbattermi nella serenità. Di trovare un luogo in cui non sentirmi a disagio, fuori posto, avulsa dal contesto. Aspetto di rivestirmi di sicurezza. Di incrociare nello specchio uno sguardo benevolo e soddisfatto e di sentire nella testa una voce rassicurante, che trasmetta appagamento. Aspetto di inglobare il coraggio. Di smettere di tentennare e perdere per paura di fare qualunque cosa, per paura di farmi del male e, in fin dei conti, facendomene molto di più. Aspetto di trovarmi qualcosa tra le mani. Di serrare i pugni e stringere forte qualcosa che mi impedisca di sentirmi sempre in bilico. Aspetto di incrociare la leggerezza. Di riuscire a dimenticarmi del perché, del come, del quando, dei pensieri opprimenti ed essere travolta da un’esaltante incoscienza. Aspetto di essere scaldata da un sorriso. Di sentire che a qualcuno importa di me molto più di quanto non importi a me stessa. Aspetto di essere confortata da una mano protettiva. Di essere difesa e preservata dalle brutture dell’esistenza, dalla sofferenza, dalla malinconia, dagli assalti del mondo esterno e dalle trappole che io stessa mi tendo; come se finalmente non fossi più solo mia, ma anche di qualcun altro che mi ritiene importante, necessaria.

Listening to:
Lilac wine – Jeff Buckley

Etichette:

martedì, maggio 29, 2007

Costruire

C’è qualcosa di disordinato in me: me ne rendo conto ogni volta che provo a smontare e rimontare i pezzi della mia vita come se si trattasse di un gigantesco edificio di lego e alla fine rimane sempre qualche mattoncino fuori posto, o qualche spazio vuoto. Mi servirebbe un bel libretto di istruzioni. Ma forse non basterebbe, perché la vita non è statica come un pacco di costruzioni, che se ne stanno ferme esattamente nel punto in cui le hai sistemate; la vita ha una propria autonomia, un proprio moto e arriva sempre il momento in cui ci si trova davanti qualche sorpresa e i pezzi si combinano spontaneamente, meglio di quanto avresti potuto fare tu. Anche perché ognuno ha il suo pacco di mattoncini e se qualcuno avanza o difetta spesso non si tratta di un problema irreparabile: si può sempre chiederne qualcuno in prestito o concedere ad altri quelli in esubero. E io condividerei volentieri le mie costruzioni…

Listening to:
Here comes the sun - The Beatles

Etichette:

lunedì, maggio 28, 2007

Finalmente a "casa"!

Dallo scorso weekend è emersa una cosa che già sospettavo, ma che adesso è un'assoluta certezza: non potrei mai vivere in campagna. Il breve soggiorno sulla collina pavese mi è servito a confermare il fatto che la vita bucolica proprio non fa per me. Non che i miei zii non si siano prodigati al loro meglio per mettermi a mio agio, farmi mangiare squisitezze - come lo gnocco fritto, che non potrò mai dimenticare! - e "scarrozzarmi" in giro per farmi vedere quanto di interessante c'è dalle loro parti, anzi; il fatto è che la campagna, per quanto bella e rilassante possa essere, porta con sé degli spiacevoli, (almeno per me), rovesci della medaglia.
Immaginatevi un posto in cui basta aprire una finestra per dieci minuti e dozzine di ragni, millepiedi, lombrichi, vermi, zanzare e quant'altro si infilano in casa e, (ancora peggio), ognuno di essi è 5 o 6 volte più grande di quelli che si vedono in città. Ho passato momenti di autentico terrore, soprattutto la sera, quando salivo in mansarda per andare a dormire e scoprivo un "simpatico" comitato di accoglienza composto sempre da almeno 3 o 4 ragni. Se si calcola il fatto che il ragno è l'unico insetto a farmi davvero paura (sì, perché il mio sentimento nei suoi confronti è una cosa che va oltre il semplice ribrezzo), ecco che avrete un'idea di cosa abbia significato per me dormire per 3 notti in compagnia di questi esseri. Dormire, poi, è una parola fuori luogo in questo caso: venerdì notte avrò chiuso occhio per mezz'ora al massimo...

Non credevo che l'avrei mai detto, ma sono STRAFELICE di essere tornata al convitto!

Listening to:
Little wing - Jimi Hendrix

Etichette:

venerdì, maggio 25, 2007

A presto

Un saluto telegrafico. Vado a Pavia da mio zio per il weekend. A lunedì.
Ciao!

Etichette:

Come cenere rovente sul palato

C'è un cammino che non posso percorrere. Una serie di curve così puntute che sembrano quasi degli spigoli. E' l'unica strada che vorrei davvero conoscere, in cui sarei disposta a perdermi dimentica del tempo e fiduciosa nell'eternità, ma che mi è del tutto preclusa, recintata da transenne che mi scacciano con il loro nastro a strisce bianche e rosse, che segna un limite invalicabile, almeno per me. Per me che non so parlare, che tremo al solo pensare e che mi incenerisco per cose misere che non metterebbero in imbarazzo neppure un bambino e divento un piccolo pugno di polvere inerte e spaventata.
Mi resta il rimpianto, compagno abituale della mia vita. Ne conosco fin troppo bene tutte le note aspre e pungenti; eppure, stranamente, stavolta è infinitamente più aspro, infinitamente più pungente...

Listening to:
Tonight, tonight - The Smashing Pumpkins

Etichette:

giovedì, maggio 24, 2007

It's over

Now I feel like this...
(Edward Munch - "Despair")




Listening to:
The end - The Doors

Etichette:

mercoledì, maggio 23, 2007

Softness

Vacillo e recedo. Come sempre.
Continuo a soffrire di questa dannata malattia del desiderio che mi fa cambiare idea ogni volta che decido di prendere una risoluzione positiva per il mio stato psico-fisico. Anche perché tra me e la lucidità si frappone sempre qualcuna di quelle inezie così insignificanti per i più, ma tanto gradite e piacevoli per me. Questi piccoli particolari mi ricacciano indietro, nella mia penombra fantasmatica.
Schiava della mia ipertrofia mnesica evoco all'infinito gli episodi e mi anestetizzo ripensando solo al bello, a tutti quei frammenti che serbo gelosamente e che sono il mio indispensabile viatico in questo cammino accidentato e senza una meta certa.

Listening to:
Aspettando l'estate - Franco Battiato

Etichette:

martedì, maggio 22, 2007

Ennesima illusione

"...Spesso le nostre coscienze ci mormorano
frasi che poi nascondiamo dentro di noi
e ci sentiamo colpiti
per come veniamo cambiati;
parole nascoste non escono mai.
No, il tempo non torna più
e forse rimani tu con quello che hai.
Cos'è che grida nascosto in noi?
Stanotte non dormirai
ma non capirai..."

La verità è che è stata tutta una dannatissima illusione; adesso ne sono quasi certa, lo vedo da tanti piccoli particolari che segnalano una fondamentale indifferenza. Tra pochi giorni finirà questo supplizio di Tantalo e forse riuscirò a dimenticare questa vicenda che si è svolta interamente all'interno della mia testa sognatrice e ingenua. E poi verrà l'estate e tornerò a casa e magari ci sarà qualche sorpresa ad attendermi. E le cose prenderanno delle tinte molto più vivide rispetto a questo grigio perenne.

Listening to:
Occhi neri - Fiorella Mannoia

Etichette:

lunedì, maggio 21, 2007

Trasparente

Forse sono invisibile. Senza dubbio dev'essere così, perché credo mi si legga in faccia che non sto bene e se qualcuno riesce a non notarlo significa che non mi vede affatto, nonostante io sperassi che questa volta fosse diverso. C'è evidentemente qualcosa che non va in me. Sono troppo comune, troppo ordinaria e tutti preferiscono scansarmi piuttosto che sporcarsi le mani sfiorandomi, come si fa con una cosa banale e di cattivo gusto che viene lasciata in disparte, dimenticata in un angolo, per paura che corrompa la nostra immagine pubblica. Avrei voluto che questa volta si mettesse fine per sempre a questo mio destino di esclusione, ma ancora una volta devo tristemente constatare che i miei desideri hanno come unica possibilità quella di schiantarsi a folle velocità contro un muro per finire spappolati.

Listening to:
Down by the water - PJ Harvey

Etichette:

domenica, maggio 20, 2007

Previsioni

Visto come si è chiusa la precedente, gli auspici sotto i quali inizia questa nuova settimana non sono dei migliori. La speranza inizia a vacillare sotto i fendenti sferrati involontariamente da me stessa per la mia totale inettitudine. Ho sbagliato, lo so benissimo e vestirei il cilicio se bastasse ad espiare, ma non è così facile. Non avrei voluto scappare, ma l'ho fatto. Sempre per questa dannata insicurezza, per questa paura di essermi illusa, per questa sfiducia cronica in me stessa. Vorrei poter dimenticare questo colossale sfoggio di stupidità, ma è talmente macroscopico che non si può occultare. E non posso neppure chiedere perdono...

Listening to:
O Último Romântico - Caetano Veloso

Etichette:

sabato, maggio 19, 2007

En hvar ert þú?

Maledette parole! Quando servono non riesco mai a trovarle e quando vorrei evitarle non sono in grado di arginarle.
Sono due giorni che rimugino senza soluzione di continuità.
Chi è più lucido di me ha sentenziato che ho commesso un errore madornale e deplora ciò che (non) ho fatto. Ma ignora completamente quanto sia difficile stare nei miei panni, sempre così stretti che sembrano stritolarmi. Non sono espansiva, non sono estroversa e non sono sicura né di me stessa, né di qualunque altra cosa; dunque cos'altro avrei potuto fare?
Alla luce di ciò è veramente crudele pretendere di accollare a me l'iniziativa...

Listening to:
Glósóli - Sigur Rós

Etichette:

venerdì, maggio 18, 2007

Inizio a capire...

Mentre le domande continuano a moltiplicarsi per scissione binaria, le risposte perseverano nella loro latitanza. Ma forse una piccola consapevolezza inizia a farsi largo ed è tutto fuorché piacevole. Del resto avrei dovuto aspettarmelo.
Tuttavia, per quanto possa biasimarmi per ciò che ho fatto e per quello che ho mancato di fare, non posso onestamente accollarmi tutta la responsabilità di questo fallimento. La responsabilità dell'illusione, invece sì, è tutta mia, come sempre. E' mia la colpa di essermi convinta che sotto la superficie ci fosse qualcosa che di fatto sembra non esistere.

Listening to:
Nessuna certezza - Tiromancino feat. Elisa & Meg

Etichette:

giovedì, maggio 17, 2007

Broken

Affondare le unghie nel palmo della mano non basta più per non sentire tutto il resto. Questo piccolo dolore conosciuto non è più sufficiente a rassicurami davanti allo smarrimento di cui sono vittima. Questa volta so che non basterà aumentare l'intensità della pena per diventare impermeabile. Scivolo da un errore all'altro e non ho scuse per questo, ma gradirei un po' più di magnanimità; invece, non mi si perdona nulla. Ogni piccola conquista è sciupata immediatamente e non ha importanza se per colpa mia, di altri o per caso: il risultato è sempre, tristemente lo stesso.
Odio le pareti della mia stanza. Odio il palazzo di fronte. Odio questa dannata scrivania. In quasi otto mesi sono stati testimoni solo di malinconie, paure, tristezze e di queste maledette lacrime che sembrano attendermi in agguato ogni volta che mi chiudo la porta della camera alle spalle.
Sono stanca. Stanca di aspettare; di rimandare; di guardare in basso; di avere paura; di sentirmi sempre sola; di non essere capace di guardare gli altri negli occhi; di essere timida quando proprio non dovrei; di avvertire spesso questo senso di soffocamento, come se mi stessero afferrando per la gola; di non riuscire a dormire; di tremare spesso; di sentire sempre troppo profondamente anche la cosa più insignificante; di scappare da tutto, da tutti e soprattutto da me stessa.

Listening to:
Lilac wine - Jeff Buckley

Etichette:

mercoledì, maggio 16, 2007

ssshhhh


Silenzio.
La lampada alle mie spalle e il buio fuori dalla mia finestra. E' quasi estate. Le stelle giocano a nascondino. Vedo attraverso i vetri delle case di fronte la luce intermittente degli schermi filtrata dalle tende. Sotto la strada è deserta.
Silenzio.

Listening to:
Silence is easy - Starsailor

Etichette:

martedì, maggio 15, 2007

Tramonto

Quanto dura un pomeriggio?
Ho studiato tutte le inclinazioni e le sfumature della luce per non pensare. Ma i pensieri sono furbi e sguscianti e riescono a passare nelle fessure più strette; non ci si sottrae mai del tutto ad essi. Ti raggiungono e ti assaltano alle spalle e tu non puoi fare altro che arrenderti alla loro prepotenza.
A volte vorrei sentire un dolore fisico per distrarmi da questa angoscia.


Listening to:
Lá di longe - Tribalistas

Etichette:

lunedì, maggio 14, 2007

Poche parole

Non ho più bisogno di saggi consigli. Sono completamente insensibile al buonsenso delle persone che ho attorno; capisco tutto quello che dicono, ma non credo ad una sillaba. Le loro parole rimbalzano o scivolano sulla superficie delle mie "certezze".

Listening to:
Replay - Samuele Bersani

Etichette:

domenica, maggio 13, 2007

Pensierini della buonanotte

Non capire tutti i particolari della mia vita è la cosa che al momento mi innervosisce di più. Non essere padrona degli eventi. Non potere prevedere niente.

Ogni giorno è una sorpresa o una delusione e non riesco mai a saperlo in anticipo. Mi sento mancare il terreno sotto i piedi. L'instabilità mi sta distruggendo.

Non è vero che sono una persona forte: è per questo che mi difendo. Sono una lastra sottile di cristallo che si incrina perfino con un soffio.

Listening to:
Thirty-three - The Smashing Pumpkins

Etichette:

sabato, maggio 12, 2007

Non riesco a respirare

Le tessere del mosaico continuano a scompaginarsi invece di trovare il giusto ordine. Sento l'impotenza obbligata di questi mesi che mi schiaccia come un'aspettativa delusa. La caducità del tempo mi spaventa e la fuga delle ore mi innervosisce. Non ha nessun senso continuare ad interrogare il latore di un messaggio che non è mai stato inviato.

Listening to:
Il male minore - Niccolò Fabi

Etichette:

venerdì, maggio 11, 2007

Altalena

Oggi il cielo è bianco sporco. E' uno di quei giorni che non perdonano le illusioni, ma le schiacciano sotto una cappa greve. Ci sono tempo e spazio per rimuginare, anche se gli occhi sono sabbiosi e vorrebbero cedere ai richiami ipnagogici di Morfeo.
La bilancia pende sempre dalla parte sbagliata, ma forse è solo questione di sfortuna.
Se qui ci fosse il mare, (una spiaggia, una spiaggia anche minuscola), sarebbe tutto diverso. L'odore di divenire di quella massa instabile e azzurra suggerirebbe di certo conclusioni più acute di quelle indicate da questa volta di zinco che recinta le nuvole...

Listening to:
Questi posti davanti al mare - Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori

Etichette:

giovedì, maggio 10, 2007

Bagliore


Un impalpabile felicità avvolge questi minuti che declinano tutte le sfumature del crepuscolo. Implume, confusa e tremante, ha appena fatto capolino dal suo guscio.

Nada fue. Apenas nada...

Listening to:
Quello che non - Francesco Guccini

Etichette:

mercoledì, maggio 09, 2007

Wasting time...

Quanta gioia,
quanti giorni,
quanti sbagli!

E' un tardo pomeriggio di questa falsa primavera che odora già di estate e i conti non tornano. La cornice è perfetta, neppure un grande sceneggiatore avrebbe potuto fare di meglio, eppure la fabula è confusa e contraddittoria.
Non ho idea di cosa preveda per me il copione, di quello che mi sia richiesto di fare e anche se l'avessi non so se avrei l'incoscienza necessaria per farlo. Non sono abbastanza scafata per bluffare, non sarei credibile e, stando così le cose, è concreto il rischio che facendo anche solo un mezzo passo falso, diventi vulnerabile come un insetto. Che potrebbe essere spiaccicato senza troppi rimorsi. La chiave di tutto, ancora una volta, sarebbe l'autostima: me ne basterebbe solo un pizzico e forse ogni cosa sarebbe diversa, non avrei tante ritrosie e remore, riuscirei a non sovradimensionare le cose, a non fare sempre tutti questi errori, a non avere un timore irrazionale di svelare qualcosa di me. Invece, sono patologicamente insicura e so già che questo mi impedirà di prendere in mano la situazione e continuerò a frapporre diaframmi tra me e tutto il resto perché ho paura dell'impatto con le cose e sciuperò il momento opportuno, qualora si presentasse, trincerata dietro qualche scudo difensivo.
Devo smetterla di dire che le cose mi vanno sempre per il verso storto se sono io a dare loro una spinta in quella direzione. E che le strade sono tutte in salita se sono io a sbagliare percorso.

Listening to:
Un romantico a Milano - Baustelle

Etichette:

martedì, maggio 08, 2007

Seconda adolescenza

Se ho così tanta difficoltà a tenere i piedi ben piantati al suolo è perché peso poco e il vento può travolgermi e trasportarmi come una foglia. Se sono fragile è perché, nonostante i miei sforzi, non sono mai riuscita a sviluppare una scorza coriacea. Se non dimentico mai niente è perché ho un'ottima memoria e questo a volte è una vera maledizione. Se piuttosto che parlare preferisco tacere e rinunciare è perché ho poca fiducia nella comprensione degli altri (ed i fatti il più delle volte mi danno ragione). Se continuo ancora ad illudermi è perché non ho il coraggio di rassegnarmi e la mediocrità per accontentarmi. Se ogni giorno scopro qualcosa di nuovo è perché forse sono sulla strada giusta. Se continuo a crescere senza diventare più alta è perché sto imparando a fare i conti con me stessa.

Listening to:
Mr. Tambourine Man - Bob Dylan

Etichette:

giovedì, maggio 03, 2007

Mismatch

Ogni volta che i tempi sembrano maturi e le cose sono tutte al loro posto, ecco che arriva inaspettata la notifica di un'ulteriore proroga dei termini. Sonora e violenta come uno schiaffo. Patisco questo centellinare la sentenza definitiva, che mi fa sospirare ogni sillaba e pasce ansie e tremori. Preferirei la solennità di una sconfitta certa a questo estenuante fare e disfare e rifare e disfare nuovamente. Un passo avanti ed uno indietro, per rimanere sempre allo stesso punto e illanguidire nell'immobilità e nell'impotenza di chi, in due ipotesi su tre, ha tutto da perdere.

Listening to:
Out of time - Blur

Etichette:

mercoledì, maggio 02, 2007

Euritmia

It's not the real
The real one's in your head
Beyond control
The true one cuts you dead
It's a real fight
It's a war...

E' stato un autentico colpo di fulmine. L'ho trovato! Eccolo, finalmente! E' così mio. Sono io, sono proprio io. Quel volto impassibile e quella reticenza mi appartengono. Ed anche quel congetturare e temere e fare sempre un passo in meno e saltare l'ultimo ostacolo quando ormai è troppo tardi o troppo pericoloso. E quella consapevolezza che certe cose comportano delle conseguenze pericolose. E questo fato beffardo che si avventa sempre alle spalle a guastare quel poco di buono che si riesce a raccattare. E quella capacità di cogliere ogni segnale ed il notomizzare la realtà, dissezionare ogni particolare e interpretarlo, leggerlo come gli altri non si danno la pena di fare perché sono troppo impegnati a compiacersi del macroscopico per notare il minuscolo soggiacente. Invece, "i timidi notano tutto ma sono molto bravi a non farsene accorgere...".
E' perfetto. Armonioso. Emozionante. E' lui. E' il mio film preferito, ma non vi svelerò qual è. E' un piacere che bisogna meritarsi. E so che c'è qualcuno tra chi legge questo blog che non se lo merita, perché la bellezza non è per tutti e chi è abituato a tagliare ogni cosa con l'accetta non si merita le sfumature, ma solo la violenza dei colori saturi. Altrimenti sarebbe come regalare perle ai porci...

Listening to:
Scary World Theory - Lali Puna

Etichette: