martedì, aprile 28, 2009

Addomesticare

Non la rosa altezzosa e dispotica, io sono la volpe, che vuole essere addomesticata ma ha bisogno di un po' di tempo.


" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…"


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Parigi - Paolo Conte

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sabato, aprile 25, 2009

Di tutta l'erba un fascio

Anno dopo anno si prova a svilire la celebrazione del 25 Aprile e ad accomunare sempre più partigiani e repubblichini, sminuendo i primi e sdoganando i secondi perché, giovani e in buonafede tanto quanto i partigiani, scelsero credendo di difendere il proprio paese. Ciò che ai professionisti del revisionismo sfugge, però, è che la buonafede non ha mai reso innocenti ma è solo un'attenuante generica. Troppo comodo addurre l'ignoranza come scusa per i propri peccati onde schivare la punizione ed il senso di colpa. La tragedia greca ce lo insegna: Edipo e Giocasta ignoravano reciprocamente chi l'altro fosse in realtà, erano quindi irreprensibili nelle intenzioni, eppure quando scoprirono la verità il figlio si accecò e la madre si diede la morte.
In una società fondata su solidi valori ci può e ci deve essere misericordia, ma non si può accettare che gli errori siano liquidati con un colpo di spugna.


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The privateers - Andrew Bird

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venerdì, aprile 24, 2009

"Se qualcosa può andare male, lo farà"

Se curi i tuoi capelli per 364 giorni all'anno e il 365° li lasci finalmente "riposare", sarà proprio allora che ti capiterà un impegno inatteso al quale sarai costretta a presentarti con una chioma a dir poco ripugnante. E quando gioirai silenziosamente del fatto che almeno ti siano stati risparmiati i commenti in proposito (per bontà, o forse solo per pietà) e penserai che tutto sommato poteva andare molto peggio, con somma gioia ti scoprirai improvvisamente una macchia di natura non identificata sul cardigan...

Ecco, non sono pessimista: constato solo i dati di fatto.


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I'll keep it with mine - Nico

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giovedì, aprile 23, 2009

Pulizie di primavera

Non rinnego nulla, ogni cosa mi è servita e non c'è un solo giorno che depennerei dalla lista di quelli trascorsi. Un po' come avveniva in Ritorno al Futuro, credo che cambiamenti apparentemente insignificanti possano deviare del tutto il corso di un'esistenza e poiché sono felice della piega che sembra prendere la mia vita, non vorrei che nulla fosse stato diverso e adesso non vorrei essere che qui.
Eppure mi piace questa sensazione da fine stagione, come se avvertissi che l'ultimo decennio è una parentesi che sta per chiudersi e sentissi la possibilità concreta di iniziare se non a dimenticare, che è impossibile, almeno a considerare con più distacco tutto quello che è stato, smettendo finalmente di sentirmi minacciata dal mio passato e riuscendo anche - perché no? - a raccontarlo, a me stessa innanzi tutto. E accarezzo la possibilità di riallacciare i fili spezzati e riprendere il discorso da dove era stato interrotto troppo tempo fa e magari liberarmi finalmente dalle spire di questa interminabile adolescenza che inizia ad apparire ridicola perfino a me.


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Ghosts and lovers - Marissa Nadler

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mercoledì, aprile 22, 2009

Scoperte mattutine


Cliccate sulle foto per ingrandirle

Un nido con quattro ovetti piccolissimi e azzurrati e un passerotto che li cova pazientemente, il tutto dentro il vaso di un geranio di mia madre. Inutile aggiungere che non ho fatto altro che sorridere e osservare per tutta la giornata l'attesa amorevole di quell'uccellino che ha deciso di mettere su casa a un metro dalla mia finestra.


Ultimamente ricevo troppi regali, potrei anche iniziare ad abituarmi male.

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Walcott - Vampire Weekend

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martedì, aprile 21, 2009

Work in progress

Dovrò rivalutare il metodo empirico: sto imparando moltissimo e senza manuale d'istruzioni. Forse davvero ci sono delle cose per le quali non servono i vademecum e che possono riuscire perfino a me...

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Sweet Jane - The Velvet Underground

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lunedì, aprile 20, 2009

Sorprendendomi

Ebbene, come previsto sono scivolata dove e quando immaginavo, ma a un millimetro dallo schianto ho trovato inaspettatamente una provvidenziale viscosità che mi ha tenuta in piedi. Non mi sono ancora del tutto riavuta dallo sbigottimento per essere riuscita a non disfare quello che era stato tessuto pazientemente e aver disinnescato in parte i miei tristemente familiari meccanismi auto-punitivi: le più grandi sorprese provengono sempre da me stessa e fortunatamente non tutte sono negative.

A volte, come è successo tra venerdì e sabato, una notte insonne è quasi una medicina in grado di riequilibrare i punti di vista e può capitare di accorgersi che ciò che sembrava la fine della scala è in realtà solo un pianerottolo in cui riprendere fiato prima della rampa successiva. E rigirandosi tra le coperte, fissando le stelline di plastica fosforescente sul soffitto quasi a cercare di trarne il proprio oroscopo personalizzato, si può giungere alla certezza che se la voglia di proseguire pesa anche solo un grammo in più della paura - e prima non era mai successo - allora si deve continuare a salire e difendersi dalle vertigini al meglio delle proprie possibilità.


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Rhythm & blues alibi - Gomez

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giovedì, aprile 16, 2009

Ultimo atto

Lo vedo già, l'ultimo gradino di questa scala ripida: è a portata di passo ormai. Ho un presentimento, fastidioso come un prurito irraggiungibile, che sarà lì che inciamperò, rovesciando il liquido che tengo nel bicchiere e accasciandomi ad un sospiro dalla sommità. E il sapere che il tenore dell'epilogo dipende esclusivamente da me non mi conforta. Conosco perfettamente il cortocircuito che mi fa improvvisamente sentire dissociata dalla mia voce mentre mi ascolto dire parole che mi sorprendono e mi feriscono perché travisano e aggrediscono i miei sentimenti, ma non mi riesce mai di impedirlo per quel senso viscerale di indegnità che mi accompagna da sempre e che da mesi si è fatto infinitamente più pungente in quanto so che tutto ciò che si vede in me è solo una proiezione dell'osservatore stesso. E allora provo a sfuggire al momento nel quale cadrà il velo e risalterà tutta la mia deludente miseria, sottraendomi finché sono in tempo.

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mercoledì, aprile 15, 2009

Nel mio guscio

"Cosa buttata in un angolo, cencio caduto per strada, il mio essere ignobile finge se stesso davanti alla vita."
(Fernando Pessoa, Il libro dell''Inquietudine di Bernardo Soares, p.161)


Cerco costantemente rifugio nel buio angusto delle braccia conserte, nel granello di polvere o nella mattonella del marciapiede fissati tenacemente. Sono inadatta e ingrata, un misero pidocchio, come chi riceve sempre e al momento di ricambiare si mette a frugare nel portamonete in maniera concitata senza cavarne nemmeno un soldo, trincerandosi dietro la scusa esile di non avere spiccioli. Mi è concesso un credito che non merito e che sento potrei solo sperperare e il mio senso incorruttibile di equità mi suggerisce di svicolare, anche se contro il mio bene.

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Blackbird - The Beatles

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lunedì, aprile 13, 2009

Un poco di zucchero e la pillola va giù...

Una canzone dimenticata può curare tante malinconie, specialmente quelle senza ragione. Ed eccomi qui con un sorriso ebete rivolto allo schermo del notebook che me l'ha inaspettatamente restituita (potenza del web) e i piedi che battono il ritmo, a sorprendermi di poterla ancora canticchiare, di ricordarne le parole nonostante anni di oblio. Come un bicchiere d'acqua, mi ha fatto deglutire le paturnie degli ultimi giorni.

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Terra dove andare - Ivano Fossati

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sabato, aprile 11, 2009

Appendice recisa (ancora una volta)

Il mio cervello elastico capisce e non avverte minacce nella mancanza di gesti ormai diventati consueti, ma il mio cuore cieco e vacillante, che non conosce altra verità e altra ragione che non sia il grumo informe dell'emozione, travisa e moltiplica paura per paura, senza motivo e contro ogni evidenza. Non sopporta il disagio di sentire ancora un altro diaframma oltre a quelli che esso stesso frappone ed è sopraffatto dal malessere per quello scollamento spuntato improvvisamente dove sembrava si stesse costruendo una continuità.

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Goccia - Cristina Donà

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venerdì, aprile 10, 2009

Imperdonabile

"La passione della perfezione viene tardi. O, per meglio dire, si manifesta tardi come passione cosciente. Se era stata una passione spontanea, l’attimo, fatale in ogni vita, del «generale orrore», del mondo che muore intorno e si decompone, la rivela a se stessa: sola selvaggia e composta reazione."
(Cristina Campo, Gli imperdonabili, p. 73)


In nome di una passione tanto incosciente, paragonabile per illusorietà e pericolo alla volontà di Icaro di volare verso il sole con le proprie ali di cera, spesso repentinamente mi assale una paura scura e vischiosa come una melassa venefica. Non è tanto la prosaicità del mondo a scoraggiarmi, quanto l'impossibilità di realizzare da me o cogliere in me la bellezza alla quale ambisco, scoprendomi, invece, sempre meccanica, ridondante e ripetitiva, osservandomi e riconoscendo un'insignificanza esteriore degna di una stringa di numeri binari.
Tremo e temo di essere solo un surrogato ben dissimulato di ciò che a volte si ritiene che sia e che, nel momento in cui non si sarà più distratti dal riverbero superficiale e si sarà capaci di guardarvi attraverso, mi si consideri con fastidio, come un'esorbitante promessa che non può essere mantenuta.


P.S. Non scrivo mai qui due volte al giorno, ma adesso ne avevo bisogno.

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Biologia degli stati d'animo

Come se avessi un doppio strato interno semipermeabile che opera una selezione in base a criteri temporali e non di dimensione delle molecole, continuo ad essere fervida e impaziente in absentia e a dimostrarmi reticente e ritrosa in presentia. Pare che le due componenti contrapposte non possano mai convivere e una di esse debba alternativamente soccombere, peccato solo che ad affermarsi sia sempre quella meno idonea al momento e io mi dimostri un'irritante sociofobica in pubblico e una tormentata sentimentale tra le quattro mura della mia stanza.

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mercoledì, aprile 08, 2009

Curiosare

A volte mi sento un po' come un insetto schiacciato dal vetrino sotto la lente impietosa del microscopio. L'idea che si debba sapere tutto di me, che mi si riempia di domande e mi si scruti con tanta minuzia, mi dà l'impressione di essere una specie di strano oggetto di studio e mi imbarazza un po'. Ingenuamente ho sempre creduto di essere una persona trasparente; possibile che susciti, invece, tanta curiosità e tante domande? E che quando mi si incontra si voglia perfino sapere dove vado? O che si arrivi al punto di domandarmi sistematicamente quello che mangerò? Eppure mentirei se dicessi che io non ho altrettante curiosità e domande, ma, poiché mi manca sempre il coraggio di chiedere, mi accontento di rispondere.

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Expectations - Belle & Sebastian

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martedì, aprile 07, 2009

Festina lente

La prospettiva delle cose cambia in continuazione: a volte sembrano tanto vicine da poterle toccare, altre, invece, appaiono solo come sagome vaghe che si stagliano sullo sfondo. Oggi parevano alla distanza giusta, né minacciosamente incombenti, né spaventosamente lontane. Giuste, da poterle osservare e riuscire a farci l'abitudine a poco a poco, affrettandosi lentamente, com'è necessario che avvenga per me, che non sono per niente brava a gestire le novità.

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Effigy - Andrew Bird

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lunedì, aprile 06, 2009

In piccionaia

Cechov disse che la vita è teatro ma non sono ammesse le prove, e in effetti, proprio come in teatro, anche nella vita ci sono diversi ruoli, assegnati in base alle caratteristiche di ciascuno: c'è chi è destinato ad essere protagonista e stare alla ribalta e chi a fare solo la comparsa ed occupare il retroscena. E poi ci sono io, che sono nata spettatrice del loggione.

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Il mare verticale - Paolo Benvegnù

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domenica, aprile 05, 2009

"C'è qualcosa dentro di me che è sbagliato e non ha limiti..."

E' del tutto inutile che passi le notti a rigirarmi nel letto aspettando di vedere la luce dell'alba che filtra dalla tapparella mentre penso a quello che vorrei, potrei, dovrei e che invece non mi riesce mai. Ed è insensato che pianga tutte queste lacrime che non insegnano niente e non servono nemmeno più a sfogarmi, ma sono solo un gocciolamento che si autoalimenta all'infinito. Ed è dannatamente privo di senso che sia capace di pensare e scrivere quello che non so dire, perché finché non l'avrò detto non esisterà, se non per me. Sarà solo l'ennesima cosa in potenza che non diventa mai in atto, l'ennesimo dialogo senza interlocutore, l'ennesima ridicola manifestazione della mia voglia-paura di vivere che è peggio di una maledizione o una malattia.

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La vedova bianca - Afterhours

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sabato, aprile 04, 2009

Irrecuperabile

"I'm a loser, baby, so why don't you kill me?"

Non c'è niente su cui debba riflettere, non sono confusa, né lo sono mai stata: sono solo disperatamente, disperatamente, idiota. Tanto idiota da riuscire a dire cose che non solo non ho mai pensato, ma che mi hanno fatto paura nell'esatto istante in cui le ho pronunciate. Tanto idiota da ignorare che ogni pazienza ha un limite e io mi ci sto pericolosamente avvicinando. Tanto idiota da essere sul punto di sabotare l'unica cosa bella che ho per una paura paralizzante di cui non conosco la causa e che non ha alcuna ragione di esistere. Tanto idiota che la mia imbecillità riesce a stupire perfino me stessa.

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Loser - Beck

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giovedì, aprile 02, 2009

Momenti d'imbarazzo

Io sono un pulcino appena sbucato dal guscio, intimorito dal rumore e ubriacato dalla luce e dai colori: barcollo un po', ma con pazienza imparerò a razzolare. Sono un coniglio uscito per la prima volta dal cappello del mago. Penzolo dalle sue mani e guardo sorpreso il pubblico davanti a me. Fino ad un momento fa non sapevo nemmeno di esistere, adesso sono addirittura il centro dell'attenzione e tutto quest'interesse mi dà un po' di capogiro, perciò ogni tanto ho l'istinto di divincolarmi e sgattaiolare dietro le quinte. Di volta in volta, spero, lo supererò.

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C'è tempo - Ivano Fossati

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mercoledì, aprile 01, 2009

Pensavo peggio...

Sorprendentemente sono sopravvissuta e la giornata è stata meno tremenda del previsto. Mi dovrò rassegnare a cedere ad un cauto ottimismo.

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Get myself arrested - Gomez

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