venerdì, febbraio 29, 2008

Ci sto pensando

E' molto probabile che in Aprile decida di andare a buttare via il mio voto. L'idea di segnare la croce sul simbolo del PD non mi solletica per niente: mi sembra un voto estorto e, sinceramente, mi sono stufata di andare alle urne a dare la mia preferenza ob torto collo a un partito le cui linee non condivido, solo per evitare un altro quinquennio di berlusconismo. Veltroni, del resto, altri non è che l'omologo del Cavaliere dall'altra parte della barricata: altrettanto presenzialista, altrettanto populista, altrettanto presuntuoso. Sarà un voto sprecato, ma sarà il voto che voglio.
Mi sto convincendo sempre più che non si debba andare a votare solo come se fosse un oneroso dovere civico e morale, bensì che il voto debba in qualche maniera gratificare l'elettore che deve pensare così facendo di stare partecipando al processo democratico. Io voglio votare per dire qual è la visione che ho di come dovrebbero andare le cose e vorrei votare 'per' qualcuno, non sempre e solo 'contro' qualcun altro.


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Morte di un poeta - Modena City Ramblers

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domenica, ottobre 14, 2007

Perplessità

Le cifre di oggi farebbero supporre un luminoso futuro per il PD: quasi tre milioni e mezzo di italiani disposti a versare almeno un euro per votare alle primarie rappresentano qualcosa che non può essere sottovalutato nemmeno dal più mistificatore degli oppositori (indovinate un po' a chi mi riferisco?). Ciò che temo, però, è che Veltroni, il leader eletto con percentuale plebiscitaria, possa riservare sgradevoli sorprese (quali l'arruolamento della consorte del suddetto oppositore, e non solo), ma soprattutto, che l'esperimento del partito unico possa rivelarsi una cavolata colossale, che toglierà a tutti la vecchia identità senza consegnarne una nuova. Ritengo che per i membri di un partito sia fondamentale sapere quali sono le basi sulle quali si fonda quella forza politica, sentire orgoglio nell'esserne parte e condividerne gli ideali, provare un senso di appartenenza e di familiarità. E, a mio avviso, si respira molta poca aria di famiglia nelle stanze del PD e tra la "gente del PD", cosa che non può che nuocere ad un partito: la politica vera è passione e militanza. Invece, mi sembra che il nuovo soggetto politico si configuri come piuttosto snob, cosa che lo fa troppo pericolosamente somigliare più ad un circolo per "eletti", che ad un partito. Questo potrebbe far sì che sia troppo distante dalla gente comune, quella un po' qualunquista o quella poco glamour che non frequenta i salotti, che rappresenta la maggioranza degli aventi diritto al voto. Ma forse è solo una mia impressione, frutto del fatto che non mi è mai piaciuta l'idea del partito unico e non mi piace neppure adesso, dopo tutti questi numeri che danno fiducia e tutta questa partecipazione popolare.
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Girl sailor - Shins

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venerdì, ottobre 05, 2007

Io non credo nelle fate! Io non credo nelle fate!

Da mesi continuo a dire che non credo nel Partito Democratico, nella speranza che valga lo stesso principio per il quale, in una famosa favola, se qualcuno affermava di non credere alle fate una di esse restava istantaneamente stecchita.
Il post di Fab di ieri purtroppo non è poi così fantascientifico come ci si vorrebbe disperatamente augurare. Se Veltroni vuole la Lario nel proprio staff ed Enrico Letta - in caso di vittoria delle primarie - sarebbe pronto a lasciare la porta aperta all’illustre zio (ma questo signore non era il braccio destro di qualcuno non proprio affine allo schieramento di centro-sinistra, né alla democrazia; o mi sbaglio?), siamo decisamente alla frutta. Il partito nascerà morto: pregasi redigere coccodrillo entro il 14 c.m.
Per carità, non è che mi stupisca. Quest’idea di mettere in un unico calderone ex-comunisti ed ex-democristiani, ex-socialisti ed ex-radicali, e chi più ne ha più ne metta, perché noi siamo democratici, (per inciso, la cosa - oltre a procurarmi dei conati di vomito - mi fa sempre venire in mente il satura lanx dei latini: un piatto misto portato in oblazione agli dei; che in questa versione aggiornata sono gli avversari politici ai quali la sinistra sembra volersi letteralmente offrire in olocausto), puzzava già dal principio. Mi secca molto ammetterlo, ma colui il quale prospetta scenari apocalittici con più transfughi che proseliti non è del tutto in errore, a giudicare dall’aria che tira. Già, altro che panzane!
Ad ogni modo, i conti si potranno fare solo alla fine; per i tornaconti, invece, si stanno già organizzando, ohimè.
Vi chiedo un favore: se dovesse giungervi notizia che il PD è naufragato prima ancora di essere varato e che non se ne farà più nulla (volesse il cielo!), vi scongiuro di non battere le mani per nessun motivo. Trovatevi un altro modo per palesare il vostro giubilo. Sappiamo tutti cosa accadrebbe se inavvertitamente lo faceste. E chi non lo sa, si rilegga Peter Pan e nel frattempo si fidi e si astenga anch’egli dagli applausi, please!

Listening to:
Summer on the Westhill – Kings of Convenience

P.S. Adesso vi chiedo un minuto di silenzio per me, che sono costretta a seguire tutte queste interessanti vicende solo attraverso le pagine de “La Stampa”, senza ombra di dubbio uno dei peggiori quotidiani del mondo.

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