mercoledì, giugno 18, 2008

Più giù del fondo

Curioso, no? Stiamo assistendo all'insediamento democratico della dittatura. Anche l'ultima consultazione elettorale qui in Sicilia sancisce lo strapotere del PdL (ed alleati vari ed eventuali) e l'insignificanza di tutte le forze di sinistra, compreso quel PD che nei progetti del suo leader avrebbe dovuto impensierire seriamente il Cavaliere e spostare migliaia di consensi. E i consensi si sono spostati sì, ma dall'altra parte: la sinistra ha perfino perso dopo più di un decennio le province di Enna e Caltanissetta. Peggio di così è difficile immaginare qualcosa.
Intanto a Roma la maggioranza tracotante per la forza che le deriva dai numeri blocca la class action, progetta una sospensione dei processi per reati minori a tutto vantaggio del Presidente del Consiglio, studia il modo migliore per militarizzare le nostre città, ventila l'ipotesi di cambiare le regole d'ingaggio dei nostri soldati in Afghanistan, vieta l'uso delle intercettazioni, torna a delegittimare del tutto la magistratura. E se il buon giorno si vede dal mattino...
Ma tanto con gli Europei che impazzano e la nostra nazionale che ha fortunatamente superato il turno, sono più che sicura che la maggioranza degli italiani non si interessi minimamente di tutto quel che accade in Parlamento o in Consiglio dei Ministri in questi giorni. C'è altro a cui pensare...

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Contessa - Paolo Pietrangeli

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martedì, aprile 15, 2008

RESISTENZA!

Non me ne ero mai resa davvero conto prima, ma l'Italia è cambiata ed è cambiata in peggio. Quanto emerso dai risultati elettorali non può lasciare indifferenti ed è impossibile ignorare che il paese somiglia sempre più ad un agglomerato amorfo e grottesco di cittadini privi di qualunque discernimento, assopiti fino all'inverosimile da anni di TV spazzatura e miti di infimo ordine, mossi da pulsioni xenofobe, preda di uno sfrenato qualunquismo, ignoranti, disinformati, insofferenti delle regole e pronti a consegnarsi ad una deriva irrazionale senza confini. Gente incapace di rendersi conto che non è possibile tagliare tutte le tasse e aumentare tutti i redditi senza che l'economia subisca un immane tracollo. Cittadini che temono gli immigrati ignorando volontariamente e colpevolmente che molti di loro tengono di fatto in piedi il nostro paese con il proprio lavoro e le proprie tasse. Quest'Italia piccola e borghese (nel senso più deleterio del termine) già oggi è senza futuro, a meno che non ci sia un deciso cambio di rotta. Ma questo non accadrà. Non certamente con il neoeletto governo che porterà la deriva alle sue più estreme conseguenze e spolperà il paese fino all'osso. E questo tra cinque anni sarà ridotto alla miseria, sono pronta a scommetterci. Ve lo dico io, cari analisti, senza che vi dobbiate produrre nell'elaborazione di complicati modelli matematici per fare previsioni: il nostro paese andrà incontro alla più grave recessione della propria storia e ci sarà una crescita senza freni del debito pubblico e non escludo che l'Unione Europea ci dia il benservito.
Proprio adesso che avremmo avuto bisogno di continuare l'opera di deciso risanamento dei conti pubblici intrapresa dal tandem Prodi-Padoa Schioppa, eccoci nuovamente ad un passo dal baratro. Ma con il sorriso sulle labbra, imbambolati e inebetiti dalle promesse vuote e pericolose di un fraudolento.
E tuttavia, non è questo ciò che mi preoccupa di più e mi fa più male. Un Parlamento con una Lega Nord forte e privo della sinistra storica che è stata completamente cancellata dopo il voto di ieri e domenica, è qualcosa da cui ci si può attendere qualunque nefandezza. E non penso di esagerare. Il Cavaliere non avrà mai una valida e intransigente opposizione né alla Camera né al Senato, benché il Pd abbia totalizzato una buona percentuale, perché sappiamo tutti molto bene che il Pd non è davvero alternativo a Berlusconi dal punto di vista politico e che tutto ciò a cui aspira il suo leader è sostituire il Cavaliere nel ruolo di uomo immagine e padre padrone dello Stato.
Chissà quante inutili missioni all'estero saranno votate dalle camere unanimi e quanti provvedimenti restrittivi sull'immigrazione e finanziamenti alla scuola cattolica e chissà cos'altro...
E quante morti bianche ci saranno e noi non le piangeremo, perché i mezzi di informazione, che torneranno ad essere imbrigliati proprio come erano fino a due anni fa, neppure ce le racconteranno.

L'amarezza è tanta che non riesco neppure bene ad articolare i pensieri. Ho scritto una serie di riflessioni disordinate buttate giù con rabbia e delusione, dettate dal fiele che mi ribolle dentro al momento. Sono disorientata e senza voce. Nessuno nelle istituzioni parlerà più la mia lingua e difenderà i miei ideali. Sono muta. Extraparlamentare.
Il desiderio di pensare ad una fuga c'è e non è lieve. Ma c'è una voce chiara che grida forte nella mia testa. Mi dice che non posso farlo e che da oggi comincia la mia personale RESISTENZA.

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giovedì, marzo 06, 2008

Si rimescolano le carte, ma sono truccate

Di giorno in giorno. Notizie nuove. Notizie fresche. Alleanze che si fanno e che sembrano sfasciarsi in un battere di ciglia. Il transfuga dell'Udeur Nuccio Cusumano, che lascia il "Campanile" e si mette sotto l'ala protettiva di Walter-il-raccatta-tutto, l'unico che ad oggi può dargli la speranza di vedersi riconfermare la poltrona nella prossima legislatura. Giuseppe Lumia, numero due dell'Antimafia che all'ultimo momento viene ripescato dal PD come capolista al senato in Sicilia: forse qualcuno, in extremis, si è vergognato della sua esclusione. Pannella che punta i piedi e smette di idratarsi - cosa alla quale deve essere piuttosto abituato, visto che lo fa almeno una volta all'anno - salvo recedere dal proposito dopo poco più di un giorno. Il numero uno di Federmeccanica che dice castronerie colossali ed imbarazzanti in Tv, provoca un vespaio e ritratta (dopo adeguate pressioni dai vertici del partito: sono pronta a scommetterci), secondo una prassi consumata tipicamente italiana. 157 simboli in lizza per un seggio in Parlamento: e dire che con il PdL ed il PD ci avevano garantito una minor proliferazione di liste personali e partitini di quartiere. Casini sconfessato da "Famiglia Cristiana": Bondi deve avere più santi in paradiso, evidentemente. Il simbolo di Storace estromesso e poi riammesso. Un partito che dice di essere di centro-sinistra, democratico, progressista ed equidistante da operai ed industriali, e poi candida Ichino, Colaninno, Calearo e il Generale Del Vecchio.

Mi chiedo che impressione tragga l'italiano medio da tutto questo. La risposta che mi viene in mente è: solo una immane confusione. Come sempre. E lo chiamano CAMBIAMENTO...

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martedì, marzo 04, 2008

Ancóra

Prima a Torino. Ieri a Molfetta. E in mezzo, in mille altri luoghi, a macchia di leopardo. Sono migliaia. Ne parliamo per un po', poi ce ne dimentichiamo. Salvo tirarli in ballo nuovamente per fini elettorali (il riferimento a Veltroni e alla vicenda ThyssenKrupp non è casuale), per cercare di conquistarli: per avere il loro voto o schierarli nelle proprie liste come specchietto per le allodole nei confronti dei loro colleghi. Come se potesse essere credibile che un partito candidi contemporaneamente Matteo Colaninno e un operaio. E che di entrambe le categorie difenda le prerogative.
Ci accusano, noi di sinistra, di essere sempre sospettosi e ingenui, di scagliarci sempre contro le "forze produttive" senza le quali il Paese sarebbe già affondato. Guardatevi attorno: il Paese è in stato di avanzata decomposizione da anni. Le cosiddette "forze produttive" non fanno che creare ricchezza per sé e nessun altro. Così è sempre stato. E in nome di questo, di un profitto che deve essere massimizzato (secondo la regola aurea della teoria neoclassica), si possono sacrificare la sicurezza e la vita di quelli che, loro sì vere forze produttive, vanno ogni mattina a prestare il proprio lavoro nei capannoni e nelle fabbriche e nei cantieri. Che vanno a creare quei beni che si convertiranno nei capitali che a loro volta diventeranno case da sogno e auto di lusso, gioielli, lifting, trapianti di capelli, viaggi, chalet in montagna, terrazze sul mare e titoli azionari e immobili vari, e quanto di altro si possa immaginare.
E sono stanca di sentir dire che la colpa di tutto questo è la mancanza dei controlli, perché rendere sicuro il posto di lavoro dei propri dipendenti dovrebbe essere un imperativo morale e i controlli dovrebbero essere solo un qualcosa di pleonastico. E non sopporto le facce di circostanza dei sindacalisti ammanicati con i padroni, che quando l'irreparabile è già successo piangono sul latte versato. E mi fa venire il voltastomaco vedere che tutti i partiti principali rincorrono gli imprenditori e gli industriali e nessuno si preoccupa davvero dei lavoratori.


Poi mi si chiede perché mi disturbi tanto l'idea di votare per il PD: ecco perché! Ed è per questo che non lo farò. Non sono nostalgica e non permetto che come tale mi si etichetti, ma non riesco a sopportare l'idea di un mondo nel quale la sperequazione sociale sia data per scontata e non sia più vista come un motivo di scontro ed un movente per la protesta. Ancor meno sopporterei di dare un contributo fattivo alla realizzazione di tutto questo.

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